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Il video game di Kalymnos (articolo mai pubblicato)

 
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Inviato: Lun Dic 11, 2017 6:31 am    Oggetto: Ads

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Kinobi
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MessaggioInviato: Mer Mag 06, 2015 11:10 am    Oggetto: Il video game di Kalymnos (articolo mai pubblicato) Rispondi citando

Kalimera,
questo è un testo fatto l'anno scorso, che doveva essere pubblicato su un sito web in due lingue. Per mia scelta, non fu mai messo on-line.
Dopo un ulteriore viaggio, lo ho riletto, e pur non cambiandone nessuna parte, credo sia ancora più attuale.

Quest'anno a Kalymnos tirava aria mesta. C'erano meno climbers rispetto che al passato, ad occhio un meno 30/40%. La mannaia di Ryanair (o, oserei dire, dei viaggi sovvenzionati dai soldi dei contribuenti), si vedeva: se la gente non ha un aereo, l'isola dell'Egeo è molto difficile da raggiungere. Inoltre, molti voli da zone "ricche", non ci sono più. Ci sono voli dalla Polonia e dalla Lituania, ma mancano quelli dai paesi scandinavi, i quali avevano un potere d'acquisto molto più elevato...
La leggenda narra che... il contribuente greco (isole di Kos, Rodi e Kalymnos) abbia finito i soldi: voci dicono di 1 milione dato ad una compagnia aerea nel 2012, 500K nel 2013, 250 nel 2014, e nulla quest'anno. Infatti, sono spariti molti voli, e se ci sono, sono solo d'estate quando, mia opinione, è inscalabile.
Inoltre, ho visto del peggiorativo: i prezzi sono saliti (sempre economici, ma più alti) e non ho visto traccie di manutenzioni in falesia (potrebbe essere un caso). Detto questo, benchè l'isola sia comunque affollata, secondo me NON lo era abbastanza per giustificare i prezzi stracciati che hanno, e gli investimenti da (ri)fare (sovvenzione dei voli e chiodature).



"Sono ormai parecchie volte che vado a Kalymnos, e ogni volta mi pare di entrare in un video game, dove tutto è fatto per divertirsi.
Roccia, sole, mare, prezzi bassi, ambiente rilassato, scooter senza casco, gradazione delle vie a dir poco amichevole….
Come tutti i video games, quelli belli da bar, si inizia con un INSERT COIN TO CONTINUE e si termina con un GAME OVER. Però a Kalymnos, la parola INSERT COIN non appare mai, e si riparte sempre con il PRESS BUTTON TO START, senza mai inserire la monetina.
Nell’ultimo viaggio appena terminato ho avuto, per la prima volta, la sensazione che, come in un videogame, dopo la parola GAME OVER, se non fai l’INSERT COIN, non ricominci.
La penultima volta che ci andai era aprile 2014. Cosa è successo nel frattempo?

Beh, iniziamo con alcuni aneddoti. Quest’inverno, alcuni dei chiodatori locali hanno avuto una “decisa discussione” (documentata sul forum di climbkalymnos.com), pare nata sul senso di spostare spit altrui per fare “stare più vie” in un settore, al pulire poco i tiri da roccia instabili per chiodare “più tiri”, ai normali attriti che si hanno tra persone creative (i chiodatori). I locals, a Kalymnos, non sono del posto , ma sono tutti “da fuori”: italiani, francesi, inglesi, tedeschi, svedesi, di Atene, ecc. Alcuni si sono tolti il saluto o appena si salutano. Il team che ha fatto Kalymnos, non è più come prima..
Ad ottobre è nata un’applicazione fatta dagli inglesi (pagata dal bar Glaros, uno dei principali, se non il principale, raccoglitore di fondi per la chiodatura), dove la guida di Kalymnos si può comprare (incluso errori della capostipite) a 5,99 euro. Ma non basta, un noleggiatore di scooter olandese vende una guida di fotocopie di 98 pagine con tutti i tremila tiri (incluso errori della guida “storica”) a cinque euro. Sorge spontanea la riflessione che succederà alla guida “originale” da 35 euro, se mai ve ne sarà una di nuova, e da dove arriveranno i fondi che l’autore della guida cartacea ha messo per la richiodatura negli ultimi due anni: oltre diecimila euro, documentati da fatture (più quelli che si legge sotto in “beneficienza” donati al comune).
E’ palese che se uno fotocopia a colori 96 pagine a 4 colori e la vende a 5 euro, non rimane un centesimo per la richiodatura. L’autore della guida storica Aris Theodoropolous sicuramente ha avuto un buon ricompenso per il suo lavoro (secondo alcuni “troppo”), ma oltre che a fare la guida, chiodò molti tiri e soprattutto era considerato da molti come una persona a cui si poteva dire “c’è quel moschettone da cambiare” e dopo poco veniva cambiato. Gli altri “bolt funds” (collette per gli spit), danno il materiale a volontari che fanno il lavoro quando posso e come possono. C’è pure una proliferazione di “Bolt founds” nell’isola, (documentato sempre su climbkalymnos.com) e qualche dubbio nasce se quei soldi arrivino a destinazione. La mia impressione è che sul business delle guide, si sia facendo una guerra di tutti contro tutti. Quale è il risultato? Il consumatore trova i gradi di 3000 tiri al costo di 3 caffè a Kalymnos (secondo me, svilendo il lavoro dei chiodatori), ma chi ora curerà la sempre maggiore manutenzione da fare? I moschettoni durano una stagione vista la frequentazione, e c’è già stato un morto perché una persona ha sbagliato una moulinette. Quando si reclamizza un posto come “l’arrampicata sicura”, è difficile andare a togliere tutti i moschettoni e spiegare alla gente come fare l’operazione di calata.
Una leggenda narra che il comune di Kalymnos sia stato colui che ha pagato l’attrezzatura o riattrezzatura dei tiri. In parte, è vero…. I primi 100 tiri li pagò il comune nel 2000, ne commissionò altri 100 nel 2002, e da allora il totale fu 575 tiri. Gli ultimi 100 del 2010 ad oggi, non sono stati pagati. Tutto quello che venne dopo, incluso andare a parlare con il sindaco, è stato pagato da climbers esterni. Alla domanda al sindaco “ci puoi dare degli spit per chiodare” la risposta è stata “perché non li chiedi a Glaros?”.
Ora un finanziamento di 200 mila euro della EU è arrivato a Kalymnos, per la richiodatura, ma non facciamoci illusioni, esso è per 2400 resinati, che sembrano uno sproposito, ma sono circa 200 vie, con quasi 3000 da manutenzionare. Saranno tutte da richiodare un giorno, non si sa quando, ma saranno da fare. Al momento non esiste una soluzione durevole per avere punti di protezione sicuri oltre i 10/12 anni. Una rapida lettura della “guida cartacea” dove è scritto l’anno di chiodatura da l’idea di quando il problema potrà porsi seriamente: ieri.
I locali dicono che i fondi che ricevono dai ristoratori e dagli alberghi sono “minimi tendenti al nulla”. Parlando con l’albergo che mi ha ospitato per 5 volte, mi ha detto testualmente “con il nostro albergo sopravviviamo appena, e d’inverno dobbiamo stare attenti anche a cosa mangiamo. Non devi guardare Kalymnos ad ottobre, devi venire qui a Dicembre e per sei mesi non abbiamo nessun incasso; sono arrivati gli stranieri (NDR climbers), ma sono spariti i greci a luglio ed agosto”.
Certamente le leggende e gli aneddoti sono tramandati, ma come tutte le leggende, hanno una base di verità.

La mia impressione, è che Kalymnos abbia un equilibrio più fragile di quel che noi turisti vediamo o vogliamo vedere.Il business si vede, ma è solo che a Masouri, mentre a Pothia rimane la depressione delle grandi città greche (30 mila abitanti) con tutti i problemi annessi di disoccupazione, micro criminalità, droga, etc. Il problema che a Masouri ci lavorno non più di 500 kalimniani, a Pothia ce ne vivono 30 mila.

Tra poco (prima di quel che si immagina) ci saranno tra i 20 mila ed i 30 mila ancoraggi da cambiare. Si pone il problema di chi lo fa, e chi lo paga. Su un pranzo si pesce a 13 euro, difficile pensare che ne escano 8 euro per ancoraggio… Ed il comune e lo stato greco, che non hanno i soldi per i medicinali negli ospedali, dubito li trovino per gli scalatori. La guerra delle “guide di arrampicata” (irreversibile, visto che chi ha scaricato l’applicazione ora la puoi girare a chiunque) certamente non aiuta alla risoluzione del problema. Ha semplicemente “incancrenito” la situazione. Situazione già “putrefatta” perché parecchi operatori turistici non sono originari di Kalymnos e i locali vedono “stranieri” che guadagnano sulla loro isola. Gli arrampicatori sono poco sensibili ai problemi, o alcuni li ingnorano o li vogliono ignorare, però i nodi rimangono. A Kalymnos noi climbers lasciamo certamente dei soldini (il meno possibile se paragonato a tutte le altre destinazioni europee), tantissima carta igenica in falesia, e dei problemi. Uno è l’immondizia che creiamo, ed il pinnacolo di fumo che si vede tutto l’anno a destra di Pothia arrivando sopra le cisterne di benzina, è la discarica a cielo aperto di immondizie che bruciano in continuazione nei mesi con traffico di arrampicatori. Basta chiedere ai residenti: il fumo cala sensibilmente quando se ne vanno gli ospiti…

Dopo questa poco motivante pappardella, a Kalymnos ho visto però anche iniziative molto valide, tra cui la tessera Alternet. Non so quanto di vero ci sia nella loro iniziativa, ma se è vero, è la prima volta che vedo un’idea molto brillante, da copiare. Con i proventi della tessera, si sovvenziona il soccorso alpino gratuito, ci si fa una specie di assicurazione, e si ottengono degli sconti, con dei corsi per gli operatori turistici per migliorare il servizio. Sarebbe da renderla obbligatoria aumentandone il costo, e mettendo all’interno anche la ri-chiodatura.Tutti coloro che arrivano a Kalymnos (o quasi tutti) arrivano via porto, sarebbe molto facile renderla obbligatoria. E’ perciò un sistema per non aggravare sulle già estremamente risicate finanze dei greci, nonché sulla buona volontà dei volontari non retribuiti del soccorso. In tutti i videogames del mondo, si paga un gettone. Alternet è il gettone da pagare prima che appaia la scritta GAME OVER con un irreversibile “INSERT COIN TO CONTINUE”.

Concludo con la speranza che le “scaramuccie” di cui ho sentito racconti, non diventino guerre e che il consumatore (i climbers) prendano atto degli inconvenienti che generano e che per scalare bene, hanno bisogno di tiri attrezzati bene e sicuri. Spero chi climbers comprendano la differenza tra “consumatore” e “fruitore”. Prima che sia tardi.

Emanuele Pellizzari"
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Kinobi
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MessaggioInviato: Dom Mag 17, 2015 11:14 am    Oggetto: Rispondi citando

Suggerisco altresì la lettura (in inglese) di alcuni commenti, nei quali nessuno pone il problema, se effettivamente abbia senso richiodare.
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Kinobi
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MessaggioInviato: Gio Lug 02, 2015 1:31 pm    Oggetto: Rispondi citando


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Carpino



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Messaggi: 6

MessaggioInviato: Gio Mag 12, 2016 3:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bell'articolo, punto di vista originale.
Una vacanza a kaly la vedo col binocolo, se non altro col lavoro che ho adesso, e nemmeno ci sono stato quindi sono poco qualificato per parlarne, però...penso che il paragone con il videogame sia azzeccato, da quel che ho letto/sentito la vacanza nell'isola è simile a una serata al luna park: zero pioggia, avvicinamenti brevi, tiri fighissimi, gradi abbordabili, spiagge belle quando-ti-sei-rotto-di-tirare, birra e cibo a volontà a prezzi modici.
Un luogo tanto accattivante quanto artificiale, ritagliato per soddisfare i desideri di climber assatanati.
Si fa per parlare, ma se avessi (sigh) un periodo di vacanza in periodo adatto a Kaly, non avrei dubbi e mi fionderei in Francia, o Spagna, o Sardegna, per scalare in un luogo dove le pareti attrezzate sono un tassello del territorio, con tutto quello che c'è attorno, e non l'unica risorsa, ragione, motore per colonizzare di ristoranti e attività (altrimenti spacciate) uno scoglio del Mediterraneo.
Ripeto, con somma invidia di chi ci può andare, e solo per far chiacchiere
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Kinobi
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MessaggioInviato: Gio Mag 12, 2016 6:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Carpino ha scritto:
sono un tassello del territorio, con tutto quello che c'è attorno, e non l'unica risorsa, ragione, motore per colonizzare di ristoranti e attività (altrimenti spacciate) uno scoglio del Mediterraneo.


OT
La leggenda triste narra che ci sia una città di 30 mila kalimniani in USA. Migliaia sono in Australia.
Lo scoglio sarebbe molto più disabitato senza i turisti.
E' tutto sommato, come fare un'opera pia per chi invece ha molto poco.
Però i climber non hanno capito, o non vogliono capire, che qualcuno deve pagare per il luna park e che tra poco si mette male. Come EU abbiamo già sganciato 125 mila euro, la Grecia il resto, ma sono una "pagliuzza".
Fine OT.
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